AGENTI IMMOBILIARI ODIATI

Perché tutti odiano gli agenti immobiliari (e qualcuno lo doveva pur dire)

Chiariamo subito: 
L’agente immobiliare è, nell’immaginario collettivo, nella stessa categoria del venditore di aspirapolveri porta a porta e del call center che ti chiama a tutte le ore. Per molti è: “quello che mette un annuncio online, parla tanto, “ci prova”, apre una porta e pretende migliaia di euro di provvigione”.

La domanda è: perché questa antipatia è così diffusa?

E soprattutto: è davvero tutta colpa degli agenti?

AGENTI IMMOBILIARI ODIATI
  1. Da dove nasce l’antipatia verso gli agenti immobiliari?
    – Ci sono alcune idee fisse del tipo: “Sono tutti furbi”, l’agente viene percepito come uno che ti vuole “incastrare”, che ti nasconde qualcosa, che pensa solo alla sua provvigione, “non fanno nulla, guadagnano troppo”.
    -Lavoro percepito: aprire porte e fare telefonate.
    -Lavoro reale: lo vediamo dopo, ma intanto nella testa di molti c’è solo la scena della visita.
    -“Sono di parte”: il venditore pensa che l’agente stia col compratore, il compratore pensa che l’agente stia col venditore.
    -Risultato: nessuno si fida di nessuno.
    -Esperienze negative precedenti: basta aver incontrato una persona improvvisata, pressante o poco trasparente per generalizzare: “Sono tutti così”.

  2. Gli errori (veri di tanti agenti immobiliari).
    Diciamolo chiaro: il settore non è innocente. Ci sono errori ripetuti che hanno bruciato la reputazione della categoria.
    • 2.1. Comunicazione da “venditore anni ottanta”: Promesse esagerate, frasi fatte, toni da televendita.
      – Ho già l’acquirente pronto
      – Se non lo vendi con me, non lo vendi con nessuno
      – Te lo vendo a un prezzo più alto
      – È un affare imperdibile
      Le promesse esagerate servono a prendere l’incarico. Poi iniziano con scuse e ribassi. Risultato: diffidenza.
      Oggi le persone sono informate, confrontano, verificano. Con la comunicazione aggressiva non si fa altro che aumentare il distacco.
    • 2.2 Mancanza di trasparenza.
      – Non spiegare chiaramente come funziona la provvigione
      – Non indicare subito le criticità degli immobili
      – Sorvolare su aspetti burocratici importanti
      – Super valutazioni al solo scopo di avere l’incarico
      – Spingere il cliente invece che guidarl
      Quando un cliente scopre qualcosa? «Dopo, si sente tradito. E da lì in poi, per lui, gli agenti sono tutti uguali.
    • 2.3 Poca preparazione e improvvisazione.
      Molti entrano nel settore senza avere formazione su: normativa, contratti, urbanistica e catasto, fiscalità della compravendita, marketing digitale.
      Il problema è semplice: se ti limiti a fare da “Apriporta”, il cliente si chiede giustamente perché deve pagarti.

      Un agente non deve arrangiarsi, deve sapere.
    • 2.4 Autocelebrazione continua.
      “Professionisti seri”, “Leader del settore”, “esperienza pluriennale”…. lo scrivono tutti, sempre. Ma se tutti sono leader, nessuno lo è davvero.
      Alla gente interessa meno quanto sei bravo a parlare di te per venderti e molto di più quanto sei utile a risolvere il loro problema concreto: vendere bene, comprare senza fregature, non impazzire con i documenti.

  3. La parte del lavoro che nessuno vede.
    Qui entriamo nella zona grigia: tutto ciò che il cliente non vede e quindi tende a sottovalutare.
    • 3.1 La gestione del rischio (Al posto tuo). Un agente serio: verifica documenti, ipoteche, abusi edilizi, conformità catastali, controlla che tutta la catena dei passaggi sia regolare. Ti evita problemi legali che possono saltare fuori anni dopo. Quando fila tutto liscio, sembra “normale”, quando qualcosa va storto senza un controllo preventivo, non è più normale per niente.
    • 3.2 Il tempo non pagato. ­ Sopralluoghi che non diventano incarichi
      – visite di curiosi che non compreranno mai
      – telefonate infinite
      – consigli a chi poi decide di fare da solo
      L’ agente viene pagato solo se l’operazione va a buon fine. Tutto il resto è tempo “a rischio”, che il cliente non percepisce, ma che esiste.
    • 3.3 La mediazione tra aspettative opposte. Il venditore vuole il prezzo più alto possibile, l’acquirente vuole pagare meno possibile, nel mezzo c’è l’agente: frustrazione, telefonate nervose, trattative che saltano all’ultimo secondo. Quando la mediazione riesce, tutti pensano: “vabbè, era facile”. Quando non riesce, la colpa è dell’ agente.

  4. Perché molti pensano di poter fare da soli.
    Con i portali immobiliari, molti si dicono: metto l’annuncio online e faccio tutto io. A che mi serve l’agenzia? In teoria: fai tu le foto, fai tu la descrizione, gestisci le chiamate, filtri i perditempo, ti occupi di documenti, proposta, preliminare, scadenze, compromessi. Arrivi davanti a un notaio sperando che nessuno ti faccia domande a cui non sai rispondere.
    Qualcuno ce la fa.

  5. Il vero motivo per cui tutti odiano gli agenti immobiliari.
    – è un lavoro che tocca soldi e casa, cioè le due cose più delicate per le persone. La tensione è alta, sempre.
    – C’è stata (e c’è ) troppa improvvisazione nel settore: persone poco formate e disoneste che hanno rovinato la reputazione di chi lavora bene.
    – Il valore del lavoro non è visibile: il cliente vede solo l’ultima parte, quella della firma e della chiave in mano, e pensa “che sia tutto lì”.
    -La comunicazione è spesso sbagliata: più autocelebrazione che ascolto reale dei problemi. Il risultato è un mix esplosivo: aspettative alte, fiducia bassa.

    Come riconoscere un agente immobiliare diverso (e usarlo a tuo vantaggio).

    Non tutti gli agenti sono uguali. Ci sono segnali molto concreti per capire con chi hai a che fare. Un agente serio: Ti fa domande, non promesse. Vuole capire la tua situazione, non solo prendere l’incarico. Ti spiega i “contro”, non solo i “pro”. Se ti dice anche cosa potrebbe non funzionare, sta lavorando per te, non contro di te. Ti mostra un metodo, non solo un annuncio, Piano di marketing, strategia di prezzo, come gestire le visite, come filtrare i contatti. Niente frasi strane: condizioni chiare, provvigione definita, tempi, passaggi. Ti dice anche quando non è il momento giusto per vendere o comprare. Chi è disposto a dirti? “aspetterei”, non sta cercando la commissione a tutti i costi.

  6. Perché avere un agente immobiliare dalla tua parte ti conviene.
    Alla fine la domanda vera è: Mi conviene davvero avere un agente dalla mia parte o è solo un costo in più? La risposta, se parliamo di un professionista vero, è semplice: Ti fa risparmiare tempo. Tutto quello che non vedi (controlli, filtri, trattative, burocrazia), è tempo che ti toglie dalle spalle. Ti protegge dagli errori. Un errore in una compravendita immobiliare può valere decine di migliaia di euro. Ti aiuta a vendere (o comprare), meglio. Un giusto prezzo, una trattativa gestita in modo professionale, una comunicazione efficace fanno la differenza. Abbassa il livello di stress, che non sembra sempre importante, finché non ti ritrovi da solo a gestire telefonate, appuntamenti, dubbi, carte, tempi, notaio e imprevisti.

    Conclusione.
    «Tutti odiano gli agenti immobiliari» perché vedono: le cattive esperienze, esagerazioni, promesse vuote. E non vedono: lavoro invisibile, responsabilità, gestione del rischio. La vera differenza sta nel tipo di agente che scegli. Uno ti fa solo aprire porte e firmare carte. L’altro ti accompagna nelle decisioni più delicate della tua vita, cercando di farti arrivare alla fine con una cosa rara: La sensazione di aver fatto la scelta giusta.
RB Living AGENTI IMMOBILIARI ODIATI 02

Se vuoi vendere o comprare senza drammi inutili, parliamone. Lavoro per tutelarti, non per complicarti la vita”.